Quali sono le informazioni da leggere sull’etichetta di un alimento?

Tra le informazioni importanti presenti in etichetta ci sono la data di scadenza e il TMC (Termine Minimo di Conservazione). Il Termine Minimo di Conservazione (TMC) è la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione.
Si riferisce ad alimenti che possono essere conservati più a lungo, ed è rappresentato dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il” se la data indica il giorno, il mese e l’anno (ad esempio, “entro il 15 febbraio 2016”), oppure “da consumarsi preferibilmente entro fine” negli altri casi.
Tali espressioni sono seguite dalla data oppure dall’indicazione del punto della confezione in cui essa figura (“vedi bordo di chiusura”, “vedi sul tappo”, etc.).
Un alimento che ha superato il TMC può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche come il sapore e l’odore, la fragranza, ma può essere consumato senza rischi per la salute.

Cosa si può fare per ridurre lo spreco nella ristorazione commerciale?

Bar, ristoranti, pizzerie, catering, dovrebbero proporre maggiormente al cliente la buona pratica di portare a casa il cibo che avanza nel piatto, promuovendo l’uso della doggy bag.
Un’ottima possibilità, che consente di consumare successivamente il cibo che non riusciamo a terminare al ristorante. È una buona pubblicità per il ristorante, perché significa che il pasto è stato apprezzato, e soprattutto rappresenta un atto di civiltà da diffondere in modo che diventi prassi comune anche in Italia. E ovviamente la donazione dell’eccedenza agi enti del terzo settore, rimane un’altra strada virtuosa da percorrere.
Che si tratti di mensa scolastica o di ristorante, di nave da crociera piuttosto che del bar di un evento sportivo, le eccedenze alimentari, ovvero il cibo che non viene somministrato, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza del prodotto, possono essere cedute gratuitamente (Art. 5. legge 166/16).

La legge 166/2016 esclude dalla donazione alcuni alimenti?

Assolutamente no, tutti gli alimenti possono essere donati senza distinzione di tipologia e di stato, conserve, freschi, congelati o surgelati, a lunga conservazione, crudi o cotti e così via, fino in prossimità della data di scadenza (da consumarsi entro il …) o che hanno superato il TMC (da consumarsi preferibilmente entro il …).
Vi sono esempi significativi di iniziative che sono state messe in campo grazie all’entrata in vigore della Legge Gadda e che dimostrano come tutti gli alimenti, freschi, cucinati, e conservati possono essere recuperati e donati.
Il recupero per solidarietà sociale nei confronti di enti caritativi di pasti in eccedenza preparati sulle navi da crociera e non somministrati, le eccedenze di cibo che derivano da organizzazione di eventi, il pescato sequestrato o che per norme comunitarie non può essere immesso sul mercato come nel caso di quello sotto taglia.

La legge 166/16 considera l’educazione alimentare come strumento di contrastato allo spreco?

Educare nelle scuole alla corretta alimentazione è un ottimo esempio di applicazione della legge Gadda.
L’ educazione alimentare scolastica ha un ruolo importante nella promozione di modalità di consumo di cibi e bevande salutari tra i bambini e i giovani. “ll MIUR promuove percorsi mirati all’educazione a una sana alimentazione e a una produzione alimentare ecosostenibile, alla sensibilizzazione contro lo spreco e sugli squilibri nell’accesso al cibo esistenti a livello nazionale e internazionale.” (legge 166/16 art. 9 comma 5 ).
Spiegare ai ragazzi l’importanza di una corretta alimentazione e recuperare il valore del cibo, facendo toccare con mano i sacrifici che ci sono dietro alla produzione degli alimenti, ad esempio attraverso visite in piccole aziende di produzione, aiuta a raggiungere l’obiettivo “generazione fame zero”. In questo modo si raggiungono altri obiettivi importanti, come la riduzione degli impatti ambientali dovuti allo smaltimento dei rifiuti, e al consumo di risorse impiegate per la produzione e il trasporto dei prodotti.

Esistono delle buone prassi da seguire?

Quando si parla di alimenti è molto importante seguire delle buone prassi, per garantire a tutti indistintamente di consumare cibo che sia garantito dal punto di vista della sicurezza alimentare, per tutelare sia i soggetti donatori che i destinatari.
Sarebbe opportuno che gli Enti che ricevono, siano adeguatamente formati e attrezzati di celle frigo e furgoni refrigerati per gestire soprattutto gli alimenti freschi e congelati.
Gli alimenti devono essere sempre gestiti, trasportati, stoccati e manipolati nel rispetto delle più semplici norme igieniche; poi vi sono delle regole da seguire che valgono per tutti gli alimenti, ad esempio il rispetto della catena del freddo per i prodotti freschi o conservati che devono essere conservati a temperature di refrigerazione (es. latte, formaggi, carne, pesce, etc.), ed altre che cambiano in funzione del tipo di alimento.
Questo è importante per rispettare le norme vigenti, ma soprattutto per rispondere all’obiettivo finale della legge Gadda, che tutela la dignità della persona nella fruizione di questi beni.
Un valido supporto per gli operatori degli Enti del Terzo Settore impegnati su questo fronte è il“Manuale per corrette prassi organizzative per le organizzazioni caritative” a cura di Caritas Italiana e Fondazione Banco Alimentare Onlus.

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